E adesso?

E adesso?

«Le cose gratuite sono quelle che costano di più. Come?
Costano lo sforzo di capire che sono gratuite.»

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere (21 gennaio 1940), Einaudi


Dove siamo

Per il mondo intero è un momento molto complicato (ho selezionato uno dei tanti aggettivi possibili). E dopo tanto tempo, anche per il nostro mondo occidentale, per noi che siamo abituati a degli standard di consumi, di privilegi, di comodità, a delle abitudini che ormai da decenni diamo per scontate. Gratuite, non in senso strettamente economico, dovute, come se ci spettassero.
Ma sembra che qualcosa stia cambiando, e questo significa che qualcosa è già cambiato.

In questi giorni - è settembre del resto - si sta parlando molto della grandissima svolta epocale per gli equilibri mondiali che fu l’11 settembre 2001. Venticinque anni fa, quando io entravo nell'età adulta. L'inizio dell'invasione russa in Ucraina nel 2022 segna la seconda svolta epocale degli equilibri a cui eravamo abituati, cominciando a erodere, a sbriciolare quel senso di sicurezza che il mondo occidentale ha acquisito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, con la nascita delle democrazie, grazie a Dio, in cui viviamo. La guerra in Ucraina ci ha messo davanti, tutti, alla possibilità di essere un Paese in guerra o di essere vicini, vicinissimi a un Paese in guerra, più vicini di quanto non lo siamo stati alle guerre in Paesi lontani dal nostro, in senso geografico o culturale.

Dopo la guerra in Ucraina c’è stata l’escalation a Gaza, perché non possiamo dire che la guerra a Gaza sia iniziata il 7 ottobre, lo sanno anche le sedie della mia cucina che non è così. E nell’ultimo anno abbiamo visto anche un nuovo spostamento di equilibri brutale con la guerra in Medio Oriente, con una modalità di fare la guerra pazzoide. Uso proprio la parola pazzoide, perché se usassi un altro attributo sarebbe quasi come fare un complimento a un anziano con il fondotinta arancione che si è svegliato una mattina e ha deciso di tirare bombe sull’Iran.

Tutto questo ha avuto delle conseguenze brutali, economiche e non. Quello che è successo e sta succedendo ha cambiato anche la nostra percezione del mondo, i nostri stati d’animo, la nostra vita interiore e ha intaccato una serie di certezze che fino a poco tempo prima davamo per acquisite. Vedere la violenza, la distruzione e l’ingiustizia così vicine a noi ci ha toccato come non mai. Per non parlare di ciò di cui non si parla ancora: la pandemia. Qualcosa che abbiamo vissuto in modo talmente diretto, talmente travolgente, personale e collettivo, che ancora non riusciamo a elaborarlo.

Fare meno, fare meglio

Perché state leggendo questo nella newsletter di un brand di moda? Non perché ho l’ennesima velleità di fare divulgazione adescandovi con i vestiti. No, non è questo il caso.

Perché la grandissima crisi dei consumi, conseguenza diretta e indiretta dei nuovi non-equilibri mondiali, sta mettendo in ginocchio, uno dopo l’altro, tanti piccoli brand italiani, non solo di abbigliamento. Certo, in particolare di abbigliamento, perché questa crisi è anche una crisi del tessile dovuta a tantissimi fattori che non so spiegarvi, anche perché vorrei che qualcuno prima li spiegasse a me. Le crisi del tessile, mi ha detto la CEO di una grande azienda toscana che ho la fortuna di conoscere e quindi con cui ho la fortuna di confrontarmi, sono crisi cicliche: bisogna avere il sedere parato, le risorse, un gruzzolo, i soldi di famiglia o altre modalità per sopravvivervi e superarle. Oppure si chiude.

Questo è quello che sta succedendo a tanti piccoli brand italiani. Sta succedendo anche a noi e, tra le conseguenze che abbiamo avuto, c’è quella di dover purtroppo, tristemente, porre un freno agli investimenti nella parte sartoriale del nostro catalogo.

Come sapete, non sono uscite e non usciranno nuove collezioni. Realizzeremo qualche capo sartoriale che avevamo già preventivato, che avevamo già in mente, per il quale abbiamo già dei tessuti o cartamodelli e prototipi pronti. Uno dei motivi per cui oggi facciamo più fatica è anche questo: abbiamo sempre cercato di tenere i nostri prezzi il più possibile moderati. Sappiamo bene che per molte persone i nostri capi possono comunque sembrare cari, ma costano meno di quanto potrebbero costare se seguissimo fino in fondo le regole del mercato, considerando i materiali che utilizziamo, la manifattura, il lavoro sartoriale e tutto quello che c’è dietro ogni prodotto. Per riuscire a farlo, negli anni abbiamo rosicchiato i nostri margini, assorbendo una parte degli aumenti invece di trasferirli ogni volta sui prezzi.

E quindi, adesso?

Se siete arrivate a leggere fino a qui forse vi state chiedendo: Che cosa pensate di fare, amiche? Ci mollate così?
No, no. Non vi molliamo.

Innanzitutto, da oggi trovate tutti, TUTTI i nostri capi
sartoriali scontati del 50%.

Avremmo potuto continuare alzando molto i prezzi, producendo diversamente, scegliendo altri materiali o cambiando il modo in cui lavoriamo. Ma non vogliamo diventare un’azienda che non ci piace solo per continuare a fare le stesse cose di prima.

Per questo abbiamo deciso di fermare, almeno per ora, una parte della produzione sartoriale e di concentrarci su quello che è sempre stato il centro di Melidé: i capi ricamati, i materiali che abbiamo scelto, la personalizzazione, il lavoro fatto in un certo modo, made to order, senza saturare il magazzino e senza sprechi. Non perché sia più facile, ma perché continuiamo a credere nei valori con cui abbiamo costruito questa azienda e vogliamo provare a farla andare avanti tenendoci strette alle sue fondamenta.

E sappiamo anche che, mentre molte cose intorno sono cambiate, tante di voi sono rimaste qui, hanno continuato a sceglierci, a scriverci, a tornare. È a voi che stiamo parlando adesso, perché è anche grazie a voi se possiamo provare a ricominciare da qui.

Questa cosa, in un momento così, conta moltissimo. E quindi grazie. A chi c’è da dieci anni, a chi è arrivata ieri, a chi continua a sceglierci, a chi continuerà a farlo.

Abbiamo deciso di aggiungere altri colori a uno dei nostri modelli preferiti e stiamo testando per voi nuovi fit da inserire in futuro. Vi proporremo ricami speciali sui Forever Sweater e stiamo ragionando su quali nuovi modelli di maglioni ricamati proporvi questo inverno. E sempre più spesso troverete ricami inediti sulle nostre iconiche T-shirt.

Iniziamo da qui, anzi, ricominciamo da qui.

Felpa arancione Melidé

Questo è uno dei colori che preferisco perché da anni ho fatto pace con l'arancione.

Felpa rosa antico Melidé

Al secondo posto, rosa antico. Per questo colore invece posso vantare un coerente amore decennale.

Felpa beige Melidé

Al terzo, ma se fossi mora sarebbe al primo, la versione beige.

Felpa bianca Melidé

E infine, bianco, ottico, classico. So che lo amiamo tutte.

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