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Una kamikaze della modah
Grazie a chi ha risposto al sondaggio e in particolare grazie a chi si è presa la briga di rispondere alla domanda aperta numero 4. Mi avete commossa, mi avete alzato l'autostima, mi avete fatto venire voglia di scrivere ancora e ancora. E infatti eccomi qui, tra le risposte più ricorrenti alla domanda 2, c'è "come nascono e come vengono fatti i nostri vestiti, materiali e lavorazioni", perciò iniziamo subito. Come sapete, iniziare dalle cose semplici per me e per Cartesio è conditio sine qua non.
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Come nasce un’ossessione
Prima di Melidé, le mie T-shirt preferite arrivavano tutte dallo stesso posto: lo stesso armadio, anzi lo stesso cassetto, quello di mio padre. C’erano le magliette intime Ragno comprate negli anni Novanta, che gli ho sottratto in quantità e per le quali oggi ho una ricerca salvata su Vinted per «intimo vintage Ragno», perché evidentemente certi furti familiari diventano poi criteri estetici. E c’erano alcune T-shirt dei Celtics e dei Lakers, comprate in qualche negozio di Milano che allora importava abbigliamento dagli Stati Uniti. So che per papà la traversata Brescia-Milano per procurarsi quelle T-shirt era una missione. Del resto, dal 31 gennaio 1981 avevano cominciato a essere trasmesse regolarmente le partite NBA in Italia e, non a caso, la prima era stata proprio Boston Celtics–Los Angeles Lakers, commentata da Dan Peterson. Lakers, Celtics e 76ers furono le squadre che entrarono per prime nell’immaginario italiano.
Una delle caratteristiche che mi colpì di più, oltre ai loghi, stupendi, quando iniziai ad attingere dal guardaroba di papà, da cui trafugavo sopratutto Tshirt e pantaloni in velluto a coste che al liceo portavo larghissimi stringendoli a bestia in vita con una cintura, era il taglio delle spalle: raglan.
Il taglio raglan è una costruzione in cui la manica non viene inserita sulla classica cucitura della spalla ma parte direttamente dal collo e scende in diagonale fino all’ascella. Questo elimina la linea netta della spalla e la vestibilità risulta più morbida, sportiva e naturale.

Boston Celtics vintage baseball raglan tee, USA, circa fine anni ’70–anni ’80.
Il taglio raglan della spalla è quindi da sempre una caratteristica sartoriale che amo, ma da quando abbiamo aperto melidé nessuno dei modelli proposti dai nostri distributori aveva questo dettaglio.
Così, un paio di anni fa, mi sono decisa a fare delle Tshirt sartoriali. Una kamikaze della modah, in pratica.
Come sapete, le T-shirt che ricamiamo sono di altissima qualità: 100% cotone biologico, con grammature che partono da 155 g/m² e una filiera certificata da standard come Fair Share, GOTS (Global Organic Textile Standard), Climate Neutral, OEKO-TEX® Made in Green, Fair Wear Leader, PETA-Approved Vegan, Digital Product Passport e Made Fair. Questo significa che già il capo neutro da cui partiamo ha un costo molto più alto rispetto a una normale T-shirt da merchandising in cotone convenzionale: non paghiamo soltanto una materia prima migliore, ma una produzione controllata lungo tutta la filiera, condizioni di lavoro verificate, minore impatto ambientale e standard molto più stringenti su tessuti e processi. Un capo con queste caratteristiche parte già da un costo sensibilmente superiore prima ancora che venga ricamato. A questo si aggiunge poi il nostro lavoro manuale: ogni ricamo viene realizzato uno alla volta, nel nostro laboratorio, in Italia, dove il costo del lavoro ha un peso enorme. Per questo le nostre T-shirt ricamate, per quanto comprate da un distributore esterno da melidé, non possono costare pochi euro come quelle di Zara.

Immaginatevi dunque quanto può costare fare NOI, in Italia, delle T-shirt: cercare e comprare il jersey adatto nella filiera deastock, far realizzare il cartamodello alla modellista, preparare, testare e sdifettare i protitipi, metterle in produzione. Non serve immaginarlo, lo potete dedurre dal prezzo finale che avete trovato sul sito quando abbiamo lanciato le Tshirt raglan sartoriali.
Tanto.
Escludendo ogni altro costo, e quindi escludendo (per un secondo) il tessuto, la modellista, i protitipi, le immagini da realizzare per la vendita e per la comunicazione, se ci limitiamo "solo" alla manifattura, una Tshirt sartoriale costa tre volte tanto una Tshirt acquistata da un distributore esterno, seppur ecosostenibile.
Ecco perché kamikaze della modah.

Non mi sono mai pentita di aver fatto queste Tshirt, in particolare, per me, la versione bianca in morbido e leggero jersey deadstock con le spalle raglan è un capolavoro. E infatti le abbiamo vendute quasi tutte subito: io come sempre vi sono infinitamente grata per la fiducia che avete nelle nostre intuizioni, nelle nostre scelte e, come nel caso del taglio raglan, nelle mie fisse.
Durante il trasloco dell'ufficio abbiamo trovato alcune XL che ci erano sfuggite dal conteggio. Nei video in cui vi mostro i miei look con questo capo indosso la taglia L, che è comunque over, le maniche scendono morbide, quasi a kimono, arrivano quasi al gomito: considerate la XL molto vicina a questa vestibilità.
Il jersey di cotone deadstock che abbiamo scelto ha una grammatura bassa, è dunque molto leggero, fluido, e crea delle pieghe e dei volumi che lo rendono molto versatile e non ingombrante, si presta anche come "sotto" per scamiciati e slip dress. Ne rimangono poche, pochissime, non fatevela sfuggire, fidatevi, la amerete quanto la amo io. Di più, è impossibile.
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Come indossarla
Con i nostri pantaloni sartoriali, con le gonne con lo spacco, nera o celeste a righine, con i pantaloni in spugna, che secondo me sono una delle sue declinazioni migliori, e in autunno con jeans e blazer. È una T-shirt che funziona proprio perché è molto semplice e lascia spazio a tutto il resto, leggi: alla tua personalità. Una delle cose che mi piacciono di più è che si presta moltissimo agli accessori. Non avendo ricami o altri elementi grafici, io la userei quasi come una tavola bianca su cui aggiungere collane, anche tante, caotiche, a caso. A me piace portarla con collane lunghe d’oro e ciondoli di famiglia, mescolati senza troppa disciplina. Riservo la disciplina a tanti ambiti della vita, di certo non al modo in cui mi vesto, ci mancherebbe.