Il ritorno del foulard nella norma-moda

Il ritorno del foulard nella norma-moda

In estate servono vestiti che non pesano e non stringono, in cui il corpo resta libero di muoversi.
Oggi vi parlo di due abiti lunghi e una gonna, pensati per accompagnarvi da mattina a sera, passando per l'ufficio, la pausa pranzo, l'aperitivo o il gelato in piazza prima di andare a dormire (tipica cosa estiva per me).
Vengono dalle collezioni passate, questi tre capi, nati da tessuti deadstock che per una volta abbiamo trovato in abbondanza. Con tutta quella stoffa a disposizione abbiamo tagliato forme lunghe e ampie, di quelle che consumano parecchio metraggio, e quelli che trovate oggi, in saldo, sono gli ultimi rimasti.

Il vestito Costanza, sinonimo di leggerezza estiva, è il capo in cotone di cui non potrai più fare a meno.


Per il costanza abbiamo utilizzato un cotone strutturato: non è jersey, è "fermo", con una grammatura alta e quindi una mano diversa rispetto al T-dress. Si tratta, sia in celeste sia in rosso, di un tessuto deadstock proveniente da rimanenza del gruppo LVMH.
Ha lo scollo a V sia davanti sia dietro, dietro è più profondo e lo abbiamo valorizzato con una barretta in metallo che richiama la I inclinata del nostro logo, ha un volume ampio che si apre dal petto fino ai piedi. È un abito semplice, non richiede impegno, fa tutto da solo. Io lo indosso con sandali di cuoio rasoterra, in genere nude, di giorno, oppure con il tacco (a me piacciono argento e oro), e lo stesso abito diventa maestoso, perfetto anche per un evento elegante. Proprio per via della profondità dello scollo sulla schiena, mi piace mettere lunghe catene d'oro (o argento) con i ciondoli dietro, come in questa foto.

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Il maxi T-dress in jersey light, il capo che finisce per primo in valigia ogni estate: dettagli, ispirazioni e idee su come indossarlo

Se dovesse descriverlo mio figlio, che ha il dono della sintesi e dell'essenzialità (chissà da chi ha preso), è una maglietta che si è allungata fino ai piedi. Il jersey di cotone è morbido e leggero, segue il corpo e lo segna appena, con maniche ampie che scendono sulle spalle. Lo abbiamo pensato per le giornate in cui vogliamo vestirci con un capo solo e uscire di casa senza pensare: è un capo casual nel senso più pieno, sta bene con qualunque scarpa. Io lo porto anche con le Timberland e un paio di calze sottili, nere o bianche, e mi sembra di aver già risolto la giornata. Lo trovate in due colori, un ruggine caldo e un blu profondo.

Premessa: sono tornati i foulard nella norma-moda.

Ne abbiamo già parlato nelle stories, e io ne sono felice. Il foulard è un accessorio che mi accompagna da sempre, mi rappresenta fin dai tempi del liceo, e vederlo di nuovo in circolazione, usato in mille modi diversi, mi riporta lì, a quando i miei foulard sapevano di Dolce Vita di Dior (*per chi è qui da poco: è il mio profumo della vita, dal 1997).
Del ritorno dei foulard, a me piace soprattutto la libertà che porta con sé. La vedo nello street style che il mio algoritmo mi concede: sono caduti i compartimenti stagni, non ci sono più capi o accessori destinati a un solo contesto, a un solo momento della giornata. Fa ancora eccezione un certo tipo di abbigliamento formale e qui (forse è una mia percezione) sono più gli uomini a restare incastrati. Mi chiedo spesso perché non si ribellino all'uniforme, alla formalità standardizzata. Forse perché non ne sentono lo stesso bisogno. Penso al mio compagno, che è un'avvocato, categoria che non credo abdicherà mai alla "divisa", e mi rispondo da sola.
Ma torniamo al foulard, di nuovo protagonista. In questa stagione, scrollando Instagram, ho visto svariati look come quello che vi propongo sui nostri Maxi T-dress Light: il foulard annodato su un fianco e lasciato cadere a triangolo sull'altro. Quindi non nel ruolo discreto di cintura, ma con uno styling più dichiarato e più creativo, perché ogni foulard è diverso da un altro, perché ognuna lo lega come vuole, a caso o studiando il reel di tutorial della propria creator preferita (qui sotto la mia).


I maxi T-dress si prestano a questo styling per come sono nati. La linea è essenziale, un'unica caduta di jersey fluida e non strutturata. Un vestito realizzato in un tessuto fermo, magari con una grammatura alta come il Costanza, con volumi già decisi, non si presta al gioco del foulard.
Sul jersey (provate con una nostra T-shirt in una taglia over), annodato in vita e lasciato cadere, taglia il vestito in due e ne fa crea uno nuovo: sopra una T-shirt over, sotto una gonna, e in mezzo quella sopragonna improvvisata, fatta con il fuolard della vostra mamma, o trovato su Vinted a un ottimo prezzo. Con un vestito (deadstock) e un accessorio (magari vintage) nasce un completo, è la magia dello styling.

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Per chi con i vestiti non ha ancora fatto pace, o per chi ne ha troppi e sente che è il momento di spezzare, c'è un altro capo-svolta-valigia in saldo: la gonna in cotone con lo spacco sul davanti.
Da portare tutti i giorni con una canotta, una polo, una t-shirt micro o oversize, magari legata con un nodo, o un top cortissimo, e cambia indentità al look a seconda di cosa le mettete sopra. È anche la soluzione più fresca, e la più elegante, per la spiaggia: la indossate sul costume, e a fine giornata proseguite verso l'aperitivo senza passare da casa a cambiarvi, perché è troppo bello stare in spiaggia all'infinito.

Un'ultima cosa: in saldo c'è anche la borsa da weekend, da spiaggia, da fuga con le amiche, è la borsa chic che tutte ci meritiamo, perché io sono della scuola che anche in spiaggia si va con eleganza, sempre.

 

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